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DOPO 14 ANNI ALL’ESTERO, SONO TORNATA A ROMA

Articolo tratto da "Donne che emigrano all'estero"


Sono partita nel 2008 con mio marito e nostra figlia neonata e ci siamo ritornati con due adolescenti e un bagaglio pesantissimo di vestiti ed esperienze.


Per chi non avesse letto i miei articoli precedenti, riassumo in qualche riga il vissuto dei miei ultimi anni da espatriata (a parte un semestre a Madrid, a vent’anni, che ancora mi porto nel cuore): dapprima 11 anni a Ginevra in Svizzera, e poi, gli ultimi 3 anni, a Sydney in Australia.


Due espatri completamente diversi: il primo, al centro dell’Europa, con una famiglia da crescere e senza un biglietto di ritorno; il secondo, dall’altra parte del mondo, con due donnine che dicevano la loro, in un contesto completamente diverso dai precedenti e con la certezza della provvisorietà.


Ginevra per me è stata casa, in tutti i sensi.

Ho ricordi in ogni angolo della città, intorno al lago, sulle nevi circostanti…lì le mie bambine sono diventate degli esseri (ben)pensanti ed abbiamo goduto di una rete di relazioni profonde e stabili (che durano tuttora).


Ma, nonostante ciò, a un certo punto la città ha cominciato a starci stretta: era tutto talmente pulito, puntuale, organizzato che non ci sorprendeva più!


Per un paio di anni, con mio marito, ci siamo guardati intorno e negli occhi, parlando di quale potesse essere la mossa successiva ma, soprattutto, di dove potesse portarci.


Fino a quando non è arrivato il progetto Australia.

Ma, come dice l’aforisma attribuito a Oscar Wilde: “Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo”!


Da subito, l’impatto con l’Australia è stato ostico.

Si è trattato di piccole cose: una stagione particolarmente umida, l’incontro con bestioline poco accoglienti, la solitudine iniziale…



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